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domenica 22 gennaio 2017

Simbruini: Campo Rotondo

Escursione sci e ciaspole a Campo Rotondo (Simbruini)


Una bella escursione invernale con sci e ciaspole nel Parco dei Simbruini da Campo Rotondo (Capistrello) insieme al CRAL INPS.







Da Campo Rotondo si prosegue verso Sud-Est risalendo nella valle di Campo Rotondo, Si sale fino al valico e di qui si sale verso la cima di Monna Rosa. Una bella discesa nel bosco e poi nel fosso che porta a Campo Ceraso, ampia radura con la presenza di uno dei cippi di confine tra Regno Borbonico e Stato della Chiesa.
Quindi si ritorna in direzione Nord-Ovest scendendo lungo il fosso del fiume, fino alla radura ampia e si risale verso Campo Rotondo.


domenica 26 aprile 2015

Il Fosso delle Vaglie: le cascate

Un bell'angolo dei Simbruini poco frequentato.

I Parco Naturale dei Simbruini non smette di offrire sempre nuove sorprese.

(Presto organizzeremo una escursione qui!)

Il Fosso delle Vaglie è una vallata poco conosciuta e frequentata, solcata dalle acque di un torrente che forma moltissime cascate e cascatelle.
Ai piedi di Vallepietra, scavalcate le acque chiarissime del fiume Simbrivio, si risale il Fosso delle Murelle, accompagnati da un nuovo ruscelletto. Questa bella valletta, che porta in direzione di Campo dell'Osso, è popolata da diversi campicelli, formati da caratteristici terrazzamenti ottenuti con bei muretti a secco (le murelle?).
Presto si lascia questa valle per iniziare a seguire l'acqua del Fosso delle Vaglie. Si è accompagnati dalla vista e dal rumore dell'acqua scrosciante.
Cominciano le prime fioriture primaverili, di ciclamini, primule e altri fiori di montagna.



La salita, abbastanza costante e comoda, dopo una oretta dalla partenza ci conduce alla principale cascata.
La Grande Cascata
Un salto di una ventina di metri!
Il percorso prosegue nel fosso, sempre accompagnati dal torrente che attraverseremo diverse volte.
Si arriva alla Fonte del Fosso delle Vaglie (1150), la sorgente delle acque del fosso.

Qui si può decidere di fare una puntata al Colle Crocione Rotondo (1350) uno sperone di roccia che domina la valle delle Murelle e da cui si gode un esteso panorama.

Si ritorna alla Fonte delle Vaglie e si prosegue verso la Fonte Acqua delle Donne, tagliando a mezza costa Pennericone e percorrendo la cresta della Serra del Dragone.

Una sosta alla Fonte e quindi si prosegue nel bosco fino a raggiungere la strada che porta i pellegrini (a piedi) al Santuario della Santissima Trinità, la si percorre in direzione di Vallepietra, lungo l'impetuoso scorrere del Simbrivio.
Una bella vista sul fiume si ha dal Ponte del Tartaro che lo scavalca all'altezza di una gola profonda.

Un altro piccolo tratto lungo il Simbrivio e termina il giro ad anello

Il centro storico di Vallepietra
Rif: Aniene Wilderness, Orizzonti Simbruini 1 e 2
Topografia: Carte del Lupo "I Simbruini"

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mercoledì 24 settembre 2014

Una domenica nei Simbruini

L'escursione di Domenica nei Simbruni


Come pianificato domenica scorsa siamo andati a raggiungere la cima del Monte Tarino.


A dire il vero l'escursione, programmata da tempo, è stata in forse fino all'ultimo. Fino alle 13 del Sabato, infatti, si erano prenotati solo 2 soci, più un terzo in forse...
Il meteo ballerino durante la settimana aveva dato in alternanza nuvole, pioggia o sole. Forse questo non ha aiutato.
Sabato mattina a Roma cadeva la pioggia.

Tutto lasciava presagire una gita annullata, quando spunta il sole in città.


Quindi segue una raffica di chiamate fino al pomeriggio.
Siamo arrivati così a formare un gruppo di una quindicina di persone.

Il percorso si snoda nel Parco Naturale Regionale dei Simbruini, al confine tra Lazio e Abruzzo. Uno dei più estesi della regione ed anche dei più alti. Come praticamente tutto l'Appennino, è di origine carsica, pieno di grotte e cavità naturali. D'inverno è ideale per belle uscite di sci-escursionismo e ciaspole.

Domenica sul presto arriviamo a Campo Rotondo, dopo una breve sosta al famoso bar di Cappadocia.

Campo Rotondo

Purtroppo al momento di prepararsi, uno dei soci scopre di avere dimenticato gli scarponi a casa!
Era uno degli autisti, non può più venire con noi in gita. Per fortuna c'è modo stringerci un po' nelle altre macchine e può tornare a Roma senza doverci aspettare fino al pomeriggio.

Si cominicia, in discesa, lungo la sterrata che porta al Santuario della S.S. Trinità, salvo uscire per una scorciatoia ed arrivare al confine tra Vallepietra (RM) e Cappadocia (AQ), proseguiamo per il Fosso Fioio, fino al punto più basso della escursione (1250) e si comincia a salire.
La Langara e le sue mucche

Faggio
Attraversiamo la bella valle della Langara, ricca si acqua, di fontanili e verdissima. Troviamo alcune mucche tranquille al pascolo, ma nessun cavallo come le altre volte.
Proseguiamo ancora per il Fontanile Campitelli e ci inoltriamo nel bosco per la salita di giornata.

Il sentiero nel bosco è ben segnato dalle familiari tracce bianco rosse del CAI.
Sulla salita, nelle radure di bosco aperte al sole, spuntano moltissime piantine di fragole di bosco, ma di queste nemmeno l'ombra. Li per li pensiamo che la stagione piovosa e poco calda ne abbia rallentato la crescita.

Saliamo un altro poco e incontriamo un grosso gruppo di escursionisti un po' rumorosi, sono del CAI di Latina: ecco chi ha razziato tutte le fragole!
Sono più lenti di noi e cerchiamo di superarli nel momento di una loro pausa, non ci riusciamo tutti, visto che il sentiero è stretto. Decidiamo di farli passare e accodarci, almeno fino al Pozzo della Neve, dove il bosco finisce e la vista sul Tarino è magnifica.

Non ci fermiamo più di tanto e proseguiamo per la vicina cima con l'ultimo sforzo.
Il tempo imbruttisce un po', le nuvole si addensano su di noi e sulla cima, tira un po' di vento ma fortunatamente non piove.
Mentre magiamo un meritato panino, riposiamo un po' e godiamo il panorama che compare e scompare sulla bella valle di Campo Ceraso.

Discesa dal Tarino
Si scedende un piccolo pezzetto per la stessa via dell'andata, ma prima di arrivare al Pozzo della Neve, si svolta a destra per il Vallone Ciociaro, boscosissimo, che ci porta fino al Campo Ceraso. E' segnato, ma poco, con delle vecchie tracce di bomboletta spray rosse e gialle, con del nastro bianco-rosso ormai sbiadito, ed il sentiero coperto di foglie è appena visibile.
Con nostra gioia, nella parte finale attraversiamo dei prati pieni di fragoline! Si vede che qui passano in pochi.


Cippo di confine
Seguiamo la sterrata di Campo Ceraso fino al cippo che porta a Fosso Fioio. Non lo imbocchiamo per non allungare troppo. Risaliamo un po' fino ad un secondo cippo e poi riprendiamo la sterrata che in saliscendi ci porta fino alla strada per il santuario, appena sotto le macchine, per chiudere l'anello.



Il Tarino visto dal Campo Ceraso

Alla prossima non mancate!

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mercoledì 17 settembre 2014

Da Campo Rotondo al Monte Tarino

Monte Tarino

Nel cuore dei Parco dei Monti Simbruini si innalza questa bella cima (1961) molto panoramica.

La cima del Tarino dal Pozzo della Neve
La catena dei Simbruini deriva il suo nome dal latino "sub imbribus", sotto le piogge.
Il nome non è molto beneaugurante per chi si accinge a percorrerlo a piedi, ma senz'altro è indice di una ambiente ricco di acqua e vegetazione!

La nostra vetta dunque si affaccia sul boscoso e bellissimo Campo Ceraso ed il Fosso Fioio verso Nord. Come spesso accade in Appennino, il versante Nord del Tarino scende a precipizio verticale, mentre quello a Sud degrada più dolcemente.

Tra i vari percorsi possibili, domenica 21 Settembre (2014) affronteremo la salita da Campo Rotondo di Cappadocia.

Arriveremo al confine tra Abruzzo e Lazio, seguiremo il Fosso Fioio e poi risaliremo per La Langara piena di fontanili e abbeveratoi, fino al Fontanile Campitelli, solitamente meta di cavalli assetati.

Fontanile Campitelli
La salita prosegue nel bosco di faggi delle Monnelli, il tratto più impegnativo della giornata, fino a sbucare al Pozzo della Neve (1800) dove, oltre la quota dei faggi il paesaggio si apre.
L'ultimo sprint e si arriva in cima (1961) dove potremo osservare tutto il complesso orografico che circonda i Simbruini.

La croce di vetta del Tarino













Panorama dalla cima
La discesa avverrà per il Vallone Ciociaro, giù fino a Campo Ceraso, dove una strada sterrata, ci riporterà verso Campo Rotondo.

Ecco il percorso su Google Earth

Da Campo Rotondo al Monte Tarino

sabato 17 maggio 2014

Parchi e Riserve del Lazio - Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini

Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini

Tra Parchi Nazionali e Regionali, Riserve Naturali Statali e Regionali, Aree Naturali Marine Protette e Monumenti Naturali, il Lazio conta ben 77 siti!

Abbiamo di che visitare.

Dopo avere parlato della Riserva Naturale di Nazzano Tevere-Farfa nel precedente post, proseguiamo con il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.

Scendendo dal Monte Tarino

Si tratta del più esteso Parco nell’area della Regione Lazio e si spinge fino al confine con la Regione Abruzzo. Le sue cime più alte raggiungono e superano i 2000 metri (Viglio e Cotento), grandi e magnifici pianori si estendono ai piedi delle montagne, come la piana di Camposecco.
Tutt’intorno una grande faggeta ha colonizzato la fascia montana fino ai 1800 metri sul livello del mare. In autunno sono spettacolari i colori giallo e rosso delle sue foglie.

(da www.livata.it)

Il territorio è carsico, quindi pieno di grotte, doline, inghiottitoi, sorgenti d’acqua che alimentano l’Aniene. Sono presenti numerosi percorsi, molto vari, con sali scendi e per tutte le difficoltà.

Con gli sci da Campo Staffi


Il parco si vive tutto l’anno, magnifiche sono le escursioni con gli sci e le ciaspole in inverno. Data la ampia zona in quota, la neve non manca, si mantiene per mesi ed ospita dei bellissimi percorsi ed anelli ideali da percorrere scivolando dolcemente sulla neve.



http://www.simbruini.it/

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